Dittici  1981
“Nel bene o nel male, purché se ne parli”.
È questo forse l’aspetto più cinico e inquietante della pubblicità, strumento indispensabile di quello che è uno dei “mostri” della nostra epoca, il consumismo. Un mostro, però, che ti lascia giocare. La serie dei Dittici è un lavoro iniziato nel 1975 e consiste in un vero e proprio montaggio in macchina di due fotogrammi scattati in sequenza: impressionato il primo, a volte dovevo attraversare la città per scattare la seconda foto che avrebbe completato il dittico. Spesso erano manifesti pubblicitari, in quegli anni sempre più aggressivi, con i quali mi divertivo a scegliere dettagli per abbinarli. Allora questo gioco lo consideravo una sorta di ready made duchampiano, per l’evidente decontestualizzazione e per il suo carattere mentale più che estetico.